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La Schiuma e la Birra 
Spaten-Bräu è un celebre birrifi
La Birra è una bevanda alcoolica aromatizzata con luppolo ottenuta dalla fermentazione, per mezzo di un lievito, degli zuccheri estratti dal malto d'orzo o di altri cereali in grani, fiocchi maltati o non.

Dai quattro elementi base (acqua, malto, luppolo, lievito) per mezzo di cinque fasi standard (ammostamento, filtrazione, bollitura, fermentazione, maturazione) si può ottenere una gamma particolarmente ampia (per caratteristiche organolettiche, tasso alcolico e tipologia di consumo) di birre.

Il suo valore alcoolico è compreso generalmente fra il 2 e il 9 per cento; ma in casi particolari può superare il 14-15 per cento.

Numerose sono le possibilità di classificare le birre. Una particolarmente intuitiva, ma poco significativa se utilizzata come unico fattore di discriminazione, è quella basata sull'indicizzazione del colore, generalmente misurato in EBC o SRM. Il colore dipende dal tipo di maltazione subito dai cereali impiegati. Altra caratteristica visiva della birra è data dalla limpidezza o dalla opacità generalmente dovuta alla presenza di lievito in sospensione.

Altra tipologia di classificazione è in base al lievito utilizzato: ne esistono due grandi famiglie a fermentazione alta (Top-Fermenting Yeast) come il Saccharomyces cervisiae (e dai suoi ceppi) o a fermentazione bassa (Bottom-Fermenting Yeast) come il Saccharomyces carlsbergensiss (e dai suoi ceppi).

Il mosto di malto fermentato con lieviti a fermentazione alta dà quelle che in inglese vengono definite Ale tra cui, in gradazione di colore dalle chiare paglierino alle scure passando per le rosso ambrate, pale, amber, brown, porter e stout.
Dalla fermentazione per mezzo di lievito a fermentazione bassa si ottengono le più diffuse Beer. Fra quelle chiare si citano le Pilsner o Lager (dal nome del caratteristico processo di stoccaggio in magazzini a temperatura prossima allo zero. Dal tedesco Lager), fra le ambrate le Marzenbier e tra quelle scure le Vienna, le Bock e le Dunkel.
Esiste una terza categoria di birre ottenute da fermentazione spontanea chiamate Lambic che spesso vengono aromatizzate alla frutta a causa di un eccessiva presenza di esteri dovuta alla fermentazione operata da lieviti non selezionati. "Birre Trappiste" Le birre trappiste sono sei, ma una non conta più come birra trappista, sarebbe La Trappe Olandese, perché si è unita o è stata aquistata dalla Heineken. Essendo una delle caratteristiche delle birre trappiste, che le entrate dovute alla vendita di birra, dovrebbero servire per il proprio mantenimento dei frati, dell’abbazia, o per opere di carità, unendosi a una multinazionale questa caratteristica non vale più, dato che una multinazionale ha come scopo principale di far profitto. Dunque dalle sei birre trappiste originali ne restano 5. Da qualche anno però si è aggiunta un altra birra Trappista: la birra di Achel. Le birre Trappiste ufficiali (anche se in Olanda continuano a dire che la loro birra sia Trappista) sono: La westvleteren, la westmalle, la rochefort, la chimay (blanc, rouge, bleu), la orval e la achel. Queste birre vengono prodotte seguendo antiche ricette di birre aromatiche, piene e di struttura complessa, vengono trasmesse da generazioni in generazioni di monaci; a fermentazione spontanea, dove la birra assume una gradazione alcolica simile alle lager, ma dal gusto particolarmente fruttato; le birre trappiste rappresentano il non plus ultra per gli amanti di questa bevanda.

Un ulteriore tipo di classificazione può essere legata al grado alcolico, generalmente misurato in percentuale di alcol sul volume della bevanda (titolo alcolometrico volumico), o alla quantità di zuccheri fermentabili presenti nel mosto prima della fermentazione misurato in gradi Plato. Questo tipo di tassonomia ha particolare significato per l'industria e il fisco. Ogni nazione ha denominazioni caratteristiche derivanti dalla tradizione.
In Italia si possono fregiare dell'appellativo birra doppio malto le birre con non meno di 14,5 gradi Plato (quindi non significa che hanno il doppio di malto!), birra speciale se ne hanno più di 12,5, birra se ne hanno almeno 10,5 e titolo alcolometrico volumico superiore a 3,5%, birra leggera o birra light il prodotto con grado Plato non inferiore a 5 e non superiore a 10,5 e con titolo alcolometrico volumico superiore a 1,2% e non superiore a 3,5%, birra analcolica è riservata al prodotto con grado Plato non inferiore a 3 e non superiore a 8 e con titolo alcolometrico volumico non superiore a 1,2%.

fonte: Wikipedia

Il Segreto della Schiuma è tutto in una formula matematica che promette di migliorare le tecniche di fermentazione. A scoprirla Robert MacPherson dell’Institute for Advanced Study di Princeton e David Srolovitz della Yeshiva University di New York che hanno pubblicato i loro calcoli sulla prestigiosa rivista scientifica Nature. La formula si basa sullo studio delle strutture cellulari delle bolle che si muovono e si mescolano fino a scomparire del tutto per effetto della diffusione del gas all’interno e della tensione superficiale. “Queste proprietà fanno sì che le bolle piccole si ritirino, mentre quelle grandi aumentino. Per effetto della gravità, il liquido contenuto in queste ultime tende a uscire, premendo sulle pareti e provocandone lo scoppio”, spiegano i due scienziati. Il risultato finale è che la densa e bianca schiuma tipica di un bicchiere di birra appena spillato scompare. Ma questa equazione, affermano i ricercatori, potrà suggerire delle tecniche per migliorare le pratiche di fermentazione.

Nel frattempo non si può che affidarsi alle tecniche conosciute. Per avere una schiuma perfetta (che, per inciso, è utile perché fa da coperchio e preserva tutta la fragranza della birra) Mondobirra consiglia di fare così: si tiene il bicchiere a 45 gradi, e si accosta la bottiglia al suo collo. Si inclina a poco a poco la bottiglia versando piano in questo modo circa tre quarti della birra. Poi, si raddrizza il bicchiere e si versa il resto della birra direttamente nel centro del bicchiere. Un consiglio, diffidate dei boccali con poca schiuma al bar: o il barista non è riuscito a spillare oppure hanno usato troppo brillantante per i bicchieri.

fonte: Mondobirra

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